FRATTURA TEMPORALE
Nel cottage dormivano tutti eccetto Albert: restava fermo davanti alla finestra aspettando che il primo raggio di sole lo colpisse.
Era già vestito e teneva le mani in tasca; guardava fuori e con lo sguardo andava incontro al giorno che stava per nascere. Un passaggio veloce con la coda dell’occhio sull’orologio e il sole lo sorprese.
«E’ ora di partire...» disse a bassa voce, e andò a svegliare la propria fidanzata che ancora si dilungava in un sogno.
«Kathy... Kathy. E’ l’alba, dobbiamo andare.»
La dama non si destò.
Si girò e gli sorride come se anche Albert facesse parte del suo sogno.
Lui la osservava in silenzio chino vicino al letto. Avrebbe voluto che restasse così per sempre, mentre gli sorrideva.
Un altro raggio di sole arrivò a colpirlo al volto.
«Kathy, sveglia!»
« Uhm... ma che c’è amore?»
«Sono le sei, dobbiamo andare.»
«...tu vai avanti ti raggiungo dopo.»
« Ti prego, il picnic! »
«Ohf... tu e le tue sante idee. Fred e Mary sono svegli?»
«Non lo so, non credo.»
«Intanto controlla, io mi riposo ancora cinque minuti.»
«D’accordo.»
Albert si alzò e mentre si stava dirigendo verso la porta della stanza afferrò la coperta e scoprì la ragazza che si ritirò su se stessa come una molla.
«Nooooh! Sei proprio...»
«Lo so amore, nessuno è perfetto.»
«Quando saremo sposati me le paghi tutte.»
«Non vedo l’ora...»
Il sole non era ancora una raggiera infinita di luce, ed il cielo era ancora un torbido fondale bluette che lentamente stava volgendo ad un azzurro più cristallino.
All’esterno del cottage i quattro amici prepararono la jeep per oltrepassare le colline e godersi una giornata all’aria aperta in qualche prateria.
Ricontrollarono sulla mappa la strada migliore da percorrere. Salirono sul veicolo e partirono.
Dietro di loro una leggera striscia di polvere si alzava verso l’alto. La jeep percorse circa cinquanta miglia prima di iniziare la salita su per la collina.
Quando iniziarono la discesa un lampo improvviso illuminò completamente il cielo e tutto ciò che stava sotto; una luce così forte che Fred ebbe un attimo di black-out e perdette il controllo del mezzo.
Albert riparato dagli occhiali da sole risentì meno di quell’inconsueto fatto; afferrò il volante nel tentativo di tenere la jeep nel sentiero; non c’era tempo per pensare o per chiedere come stai.
Bisognava solo fermarsi senza uccidersi.